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Chendi Edoardo

Nasce a Rovigo nel 1906. Gli esordi sono quelli di un enfant prodige: dopo un'irrequieto curriculum scolastico (cambia tre istituti), approda all'Accade­mia di Belle Arti di Bologna.
I suoi maestri sono Augusto Majani, ovvero lo straordinario caricaturista Nasica del "Resto del Carlino", lo storico dell'arte Giuseppe Lipparini, lo scul­tore Ercole Drei e, come si sa, il notevolissimo Giorgio Morandi.
Le prime sue opere sono datate 1920 ed esordisce come espositore con un suo autoritratto ne11923 in una collettiva all'Accademia dei Concordi in Rovigo. Oltre che ritrattista emerge come paesaggista e nelle nature morte infonden­do a tutte le sue opere quella realtà ambientale "ormai scomparsa" e dove i gesti di tutti i giorni, i sentimenti, vengono trasfigurati per assurgere a valore assoluto, ad una sorta di "metafisica del quotidiano".
Forte spirito antifascista ne subisce le conseguenze fino all'arresto e l'invio al confino trovando consolazione nella pittura.
L'energia repressa, l'ansia di libertà, la voglia di vivere riesplodono nella primavera del 1945; può ora rendersi utile anche dal punto di vista sociale, dopo esserne stato il poetico cantore.
Da un punto di vista pittorico diventa più maturo, nei suoi paesaggi emerge la forza e dolcezza d'Utrillo e la chiarezza di Lilloni.
In questo periodo si avvicina ai pittori neorealisti, tentò anche la pittura "informale" ma il ritratto, l'amatissimo paesaggio polesano, i suoi apprez­zatissimi fiori dedicati idealmente alla sua dolcissima Alma sono state le opere che sicuramente l'hanno più gratificato concedendo a tutti noi piacevolissime sorprese.
E scomparso a Rovigo nel 1993.

Studio d'Arte GS - Lendinara – Tel. 3480320637

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