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Lucchiari Silvia

Nata a Lendinara (RO) nel 1975, dove vive e lavora, dopo essersi laureata in Lingue e Lettere Orientali all'Università Cà Foscari di Venezia, ha collaborato con note Gallerie d'Arte e progettato allestimenti importanti.
Ha seguito alcuni corsi di Fotografia, partecipato a concorsi ed eseguito progettazioni grafiche editoriali tra cui, la fotografia della copertina del libro "Lo sguardo del Bucaneve" di Maria Grazie Giannini.

Il mio incontro con la fotografia è stato un caso, uno sbaglio, un colpo di fortuna che poi è diventato passione.
Ho sempre amato molto l'arte in tutte le sue sconfinate espressioni e l'ho studiata per moltissimi anni.
Da bambina rimanevo ore a contemplare estasiata le riproduzioni di importanti opere pittoriche nei vecchi calendari dei nonni. Crescendo sono rimasta ore a contemplare quelle immagini dai libri e poi con il naso all'insù nei musei o nelle gallerie d'arte.
Non mi sono mai pensata artista, ho sempre pensato a me stessa come una che l'arte la ama e la studia, che non la fa.
Fino al giorno in cui mio marito mi regalò una macchina fotografica compatta.
In quel periodo stavo combattendo una malattia lunga e faticosa e mi sono ritrovata tra le mani questa scatoletta argentata.
In un primo momento quella scatoletta rimase ben chiusa dentro la sua di scatoletta. Io non avevo tempo da perdere in sciocchezze, avevo ben altro a cui pensare e cose ben più dolorose da risolvere, dentro e fuori di me.
Poi la scatoletta argentata uscì, ed iniziai a guardarci dentro e attraverso, come un bambino con un giocattolo nuovo e sconosciuto. Iniziai a guardarmi intorno. Prima gli oggetti più vicini, poi la stanza, poi il giardino e alla fine ho scoperto il mondo-fuori.
Ho scoperto la voglia di scoprire, la curiosità di guardare dentro e attraverso quella scatoletta, di dirigere l'obiettivo di quella scatoletta negli angoli bui, nei ruderi abbandonati della campagna, ho guardato il paesaggio, ho permesso alla luce, ai colori e al silenzio di parlarmi.
Non ho più smesso.
Ho abbandonato la piccola macchina compatta per una che mi permettesse di esprimermi in modo più libero, ho inziato a studiare la storia della fotografia e continuo a studiare la tecnica, che mi sembra non essere mai abbastanza. Sono tornata con il naso sui libri.
La fotografia è stata per me una terapia, una medicina per la mente, una forma di liberazione dell'anima, una guarigione.
E' stato, ed è tuttora, un percoso difficile ed intenso, attraverso la scoperta di quegli angoli bui che sono dentro e fuori di me, l'ascolto del silenzio e della natura, la ribellione creativa alla malattia.

Silvia Lucchiari

Studio d'Arte GS - Lendinara – Tel. 3480320637

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