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Mattioni Sabrina

Sabrina Mattioni, nasce nel 1978. Conseguita la maturità al Liceo Artistico di Varese nel 1996 e un diploma di specializzazione alla Scuola Internazionale per l’Incisione artistica di Urbino con il massimo dei voti, intraprende gli studi all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano diplomandosi con lode in Pittura nel 2001. Nel 2004 consegue con il massimo dei voti la laurea di specializzazione per l’insegnamento di Arte e Immagine e Storia dell’Arte alla Silsis di Milano.

Dal 2003 al 2008 ha insegnato in qualità di tutor presso il dipartimento di Grafica e Tecniche dell’Incisione artistica del Prof. Giorgio Roggino all’Accademia di Belle Arti di Brera.

Nel 2000 ha partecipato ad una collettiva Maria donna dei nostri giorni, a cura del Vescovo Tonino Bello nella Basilica Giubilare Madonna dei Martiri di Molfetta con l'opera Sub Tuum Praesidium tuttora conservata presso il MIMAC (Museo Internazionale Mariano d'Arte Contemporanea di Lecce). Sempre nel 2000 ha partecipato ad una collettiva Salon I a cura di Andrea Del Guercio presso il museo della Permanente di Milano, successivamente alla collettiva L'utopia dell'identità a cura di Edoardo Boncinelli e tenutasi al Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano.

Nel 2009 ha partecipato ad una personale Esplorazioni - Sabrina Mattioni e Carlo Firullo nella sede principale Banca Sella di Torino e successivamente nel 2010 a una collettiva  Figurazioni – Otto  pittori fra  classico  e  contemporaneo  a  cura  del  Direttore  dell’Accademia Ligustica  di  Genova  Raimondo  Sirotti,  E.  Marasco e  L. Contri, Palazzo  Berio, Genova mentre nel 2012 a una personale La natura interpretata, Museo civico F. Bodini, Gemonio (Va). Nel 2013 ha eseguito una pala d’altare per la chiesa S. Maria delle Grazie di Crespino (RO) e una pala d’altare per il Duomo di Salerno.

Attualmente vive a Gemonio, sta realizzando con lo scrittore e fotografo Georg Hans Berger un libro illustrato con incisioni riguardante l’antico Eremo di S. Caterina e il suo Orto dei Semplici dell’Isola d’Elba e una serie di opere pittoriche e grafiche sul tema delle Alpi.

 «La bellezza spesso arriva a noi come un dono inatteso e imprevisto. Un giorno i giardinieri dell’Orto dei semplici elbano mi parlarono di una giovane artista che per tutta un’estate vi aveva compiuto visite regolari. Sabrina Mattioni, infatti, avendo scoperto il piccolo orto botanico annesso all’eremo di Santa Caterina, sull’isola d’Elba, aveva deciso di eseguire una serie di incisioni che ne raffigurassero le piante. Nel giardino si trovano specie botaniche endemiche e sub-endemiche dell’arcipelago toscano, essenze spontanee dell’isola d’Elba e piante naturalizzate, che sull’isola hanno trovato il loro ambiente ideale.

Sabrina le ha osservate tutte meticolosamente, ponendo attenzione ai minimi dettagli, e infine ha scelto di riprodurne un certo numero con un paziente e accurato lavoro di incisione. Ora Sabrina ha raccolto una selezione delle sue incisioni e le presenta al pubblico in edizione limitata, di trenta esemplari, su fogli di carta  tedesca  Hahnemühle.  Le incisioni  realizzate  sono un centinaio,  dall’anno  2006  al  2013.

E’ per me una gioia particolare salutare e presentare questi delicati lavori artistici, frutto della concentrazione di una giovane artista e del suo incontro con un luogo speciale: l’orto botanico dell’eremo sull’isola d’Elba.»…

Hans Georg BERGER

Parigi, 31 ottobre 2007

 

STAT  ROSA  PRISTINA  NOMINE…

Forse  ritrarre  un  fiore,  assegnargli  un  nome,  non  aggiunge  nulla  alla  sua  sostanza,  non  rende  più  equilibrata  l’armonia  tra  le  sue  parti  né  può  donargli  un  colore  più  nitido  di  quello  che  già,  semplicemente  e  inconsapevolmente,  possiede…

 Ma forse  per  l’artista  può  essere  il  mezzo  non  solo  per  riprodurre  la  natura,  ma  anche  per  viverla,  entrare  in  comunione  con  essa  evocando  l’ancestrale  sensazione  di  far  parte di  un  paradiso  non  ancora  perduto.  La  via  è  indicata  da  fili  d’erba  sottili,  arbusti  resi  nodosi  dalla  sete  e  fiori  la  cui  semplice  fragilità  può  commuovere;  non  lasciamoci  però  ingannare,  quegli  esili  steli  possono  avere  radici  tanto  forti  e  profonde  da  trarre  nutrimento  dove  chi  si  ferma  all’apparenza  vedrebbe  solo  sterile  deserto.

Credo  che  l’atteggiamento  di  Sabrina  nella  realizzazione  di  questo  erbario  dell’Isola  d’Elba  sia  stato,  in  tutte  le  sue  fasi  della  lavorazione  (dalla  raccolta  di  immagini  - è  il  caso  di  dirlo -  sul  campo  fino  al  sapiente  uso  degli  acidi  necessari  a  incidere  le  lastre  metalliche),  quello  di  un  affetto  sincero  e  spontaneo  per  la  natura,  e  il  suo  sguardo  quello  di  chi  accoglie  con  curiosa  serenità  un  essere  vivente  nel  proprio  mondo,  restituendone  in  cambio  un’immagine  mediata  e,  forse  proprio  per  questo,  ancor  più  significativa  di  quella  originale».

Stefano  Rapetti

Musicista

 

Studio d'Arte GS - Lendinara – Tel. 3480320637

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