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Occari Carolina Marisa

Carolina Marisa Occari nasce a Stienta (RO) il 12 ottobre 1926, prima di quattro sorelle. Il padre è incaricato della sorveglianza del Po e la casa della sua famiglia si trova in un vecchio borgo adagiato nei pressi dell'argine del fiume tra Stienta e Occhiobello. Questa situazione avrà un valore determinante nella vita dell'artista che dedicherà ai bellissimi paesaggi fluviali la parte più importante della sua ricerca.
Dopo una breve presenza all'Istituto d'Arte Dosso Dossi di Ferrara, la giovane consegue il diploma di maturità presso il Liceo Artistico di Venezia iscrivendosi quindi all'Accademia di belle arti di Bologna dove frequenta il corso di decorazione sotto la guida di Giovanni Romagnoli. Al terzo anno, come previsto dall'ordinamento degli studi, comincia a frequentare la Scuola di incisione diretta da Giorgio Morandi. Questo incontro tra la giovane e timida allieva e il grande maestro segnerà per lei una svolta decisiva nell'orientamento delle scelte successive.
Lo stesso Morandi, dopo l'incisione delle prime lastre rituali (Morandi faceva incidere la prima lastra ad ogni allievo chiedendo di eseguire una copia dall'antico; alla Occari era toccato Diogene, omaggio al Grechetto), intuendo le doti dell'allieva, la incoraggia ad indagare ed approfondire il mezzo, sia dal punto di vista tecnico che nella scelta dei soggetti da rappresentare.

Frequenta regolarmente i corsi di Storia dell'arte come quelli di Arcangeli e di Pallucchini alla facoltà di Lettere e quelli di Buscaroli all'Accademia, memorabile il suo corso sui fiamminghi.
Si deve tenere conto del profondo attaccamento alla famiglia che la fa ritornare in Polesine nel fine settimana e nei momenti di vacanza.

Il 14 novembre 1951 il Po rompe gli argini a Occhiobello, a breve distanza da Stienta; questo luttuoso avvenimento la trova tra i suoi famigliari. Percorrendo l'argine del fiume, unica strada rimasta, anche se spezzata, di fronte alla distruzione del paesaggio e della vita, comincerà a documentare l'alluvione, dopo il ritiro delle acque, con una serie di pacati disegni e incisioni (Occhiobello '51, Case Previati sotto la sabbia, Case Virgili, Lavori di ricostruzione) esprimendo quel profondo sentimento della natura che sarà la principale caratteristica del suo lavoro. Ordinata una serie di queste opere grafiche sopra un grande cartellone, partecipa al concorso nazionale Alluvione e ricostruzione del Polesine (1952) che segna l'affermazione dell'artista e il conseguente acquisto delle opere da parte del governo che le colloca all'Accademia dei Concordi di Rovigo dove si trovano attualmente. [...]

Durante gli studi all'Accademia, e più precisamente tra il 1953 e il 1954, riceve alcuni importanti riconoscimenti. [...] Nel frattempo inizia una breve attività espositiva.
Poi si registra una lunga assenza dall'attività artistica ed espositiva che riprenderà solo con gli anni Ottanta. Le ragioni di questa sospensione sono da ricercare prevalentemente nelle scelte di vita compiute dall'artista la quale, sul piano professionale, comincia a dedicarsi all'insegnamento [...]. D'altro canto il matrimonio e la nascita di quattro figli condizioneranno a lungo la sua libertà, ma non il suo pensiero per l'arte, che non è affatto sopito o spento e che continuerà a trasmettere ai suoi allievi. [...]
Faticosamente, ma con grande determinazione, l'artista recupera il rapporto con la realtà circostante; compie numerose ricognizioni e incide opere importanti come Villa Camerini (1981) nei dintorni di Ferrara, e nel delta del Po, dove torna ripetutamente, anche per brevi soggiorni. [...] Una serie di tavole dedicate al delta con le valli e le emergenze architettoniche saranno esposte nel 1986 al Castello Estense di Mesola in una mostra personale. Alterna queste tavole che la riconciliano con la larga prospettiva del paesaggio d'acqua, all'incisione di piccole lastre all'acquaforte e alla puntasecca sul tema delle composizioni di fiori, conchiglie, ritratti delle figlie, delle nipoti, e delle scolare.

Il contatto con il Po, la scoperta dei paesi e delle meraviglie della natura lungo il suo corso, trova negli anni Novanta il punto più alto di comprensione della forma del paesaggio e di sapienza nella sua rappresentazione con una serie di incisioni all'acquaforte di grande formato. Anche l'osservazione degli elementi della veduta, come gli alberi, diversi nella loro essenza, ma forti e solidali nella definizione del profilo del paesaggio e nella marcatura dei piani, attirano la sua attenzione; si dedica ad interpretarli sulla lastra in maniera meticolosa e speciale sentendoli come veri e propri elementi essenziali della nostra esistenza. Sono questi gli anni di più intensa attività creativa dedicata a sempre nuove scoperte: le valli del delta, riprese da diverse prospettive e luce, le case palesane dentro le golene degli argini, osservando e appuntando i segni del tempo: i ruderi di una chiesetta, come quella di Ca' Cappellino, destinati in breve a scomparire, così come un isolotto nella corrente o la temporanea inondazione della golena. Il tema del Po e delle valli per la Occari si sviluppa come una sinfonia con dei movimenti che sono le stagioni e degli andamenti leggeri e variabili come la luce del giorno; tutto si concentra sulla lastra: il sentimento dei luoghi e la sua interpretazione che raggiunge, proprio in questi anni, una sapiente leggerezza, frutto del saper guardare il vero nella ricca prospettiva del retaggio culturale.

Studio d'Arte GS - Lendinara – Tel. 3480320637

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