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Baldan Maria

Nata a Dolo (Venezia), dov'è tuttora attiva nella sua villa sulle rive del Brenta, Maria Baldan si è formata al Liceo Classico e all'Accademia di Venezia, diplomandosi con Giuseppe Santomaso nel 1958. Gli eventi salienti della grande fioritura artistica veneziana contribuivano allora a sviluppare nei giovani artisti di talento pressanti motivazioni di inedite ricerche: per Maria Baldan, dapprima in campo grafico e, successivamente, in personalissime composizioni plastiche con forme metalliche in rilievo su pannelli dipinti o su superfici specchianti. Nascevano così le serie dei suoi Spazi-specchi, cui seguirono nel tempo altri cicli, dedicati ai temi fondamentali della TERRA e dell'ACQUA, resi plasticamente (ma anche, e forse soprattutto, poeticamente) concreti con l'inserimento nell'opera di sassi, frammenti di vetri e altri materiali. Un'altra attività di ricerca sviluppata con successo riguarda la produzione di gioielli, ispirati a una meditata sintesi formale, com'è testimoniato nella monografia Dal disegno al gioiello (Ed. Canova, Treviso, 1988). Appassionata viaggiatrice, sempre curiosa di incontri e scoperte tra musei, scavi archeologici, gallerie e studi di colleghi artisti, ha presentato le sue opere in mostre collettive a partire dal 1960 e in personali, esordendo nel '61 alla Fondazione Bevilacqua La Masa (Venezia), passando poi in gallerie di grido e importanti sedi espositive come la Gian Ferrari (Milano), Rosengart (Lucerna) Catherine Viviano (New York), Il Cavallino (Venezia), Palazzo dei Diamanti (Ferrara), Palazzo delle Esposizioni (Roma). Hanno scritto di lei Umbro Apollonio, Marilla Battilana, Rossana Bossaglia, Elda Fezzi, Giuseppe Marchiori (che l'ha segnalata inoltre nel catalogo Bolaffi della grafica italiana, n 3), Milena Milani, Carlo Munari, Rodolfo Pallucchini, Giorgio Segato, Toni Toniato, Marco Valsecchi,...
Ha partecipato inoltre a varie rassegne nazionali e internazionali, come la Biennale di Venezia (1964), la Quadriennale di Roma (1965) e in altre, da Città del Messico a New York, Firenze, Cracovia, Baden Baden.

"Essenziale come un lampo" scrisse per lei il poeta Aldo Vianello, in Dal silenzio al nulla (Ed. Supernova, Venezia, 1988) "...l'arte disperde l'angoscia / getta la maschera del tempo / al fondo limaccioso del Brenta / e assegna alla statua di vento / un senso di nuovo creato".

"Maria Baldan è una raffinata e lucida teorica di se stessa; il suo percorso artistico, insieme vitalmente variato e rigorosamente coerente, parte da alcune considerazioni e consapevolezze intellettuali che sono, per dirla in termini brevi e succinti, il concetto che non esiste stacco tra gli stati naturali, e che la fluidità metamorfica del paesaggio da una forma all'altra non è in contraddizione con l'anima geometrica che ne determina le strutture. L'opera artistica di Maria è dunque la traduzione in forme inventive, di squisita originalità, non solo dell'emozione di fondo – l'immaginario della natura – ma di riflessioni filosofiche..."
(Rossana Bossaglia nella monografia dedicata alle opere dell'artista datate tra il 1965 e il 2000, Ed. Bora, Bologna 2002)

Scheda redatta da Ennio Pouchard
(da: L'arte fa bene al cuore, GMV Libri 2010)

Studio d'Arte GS - Lendinara – Tel. 3480320637

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