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Framba Marcello

È nato ad Occhiobello (RO) il 5 dicembre 1962. Si è imposto subito per un taglio espressionistico dell'immagine fondata sul monocromo e delineata da grandi campiture di colore.
Tra le altre esposizioni le collettive al Palazzo dei Capitani a Bagno di Romagna nel 1995, presso la Candid Gallery di Londra nel 1997, al Castello di Mesola (FE) nel 1998, " Made in Italy" presso Am Roten Hof galerie di Vienna nel 2008.
Tra le mostre personali quella a "Casa Cini", Ferrara nel 2000, "Forme e immagini tra Veneto ed Emilia" – P. Pepoli – Trecento (RO) nel 2001, "Controluce" - Galleria d'Arte Signorini – Lendinara (RO) nel 2003.
Opere in permanenza presso la Galleria d'Arte Signorini di Lendinara e Gagliardi Gallery di Londra.
Hanno scritto di lui:
Marco Cancelli – Giorgio Chiappino – Don Franco Patruno – Guido Signorini

Bibliografia
Anno 2000 - La Voce di Ferrara e Comacchio
Anno 2001 – La Nuova Ferrara

da "CONTROLUCE" di Marco Cancelli
I paesaggi di Marcello sono modernamente presi di corsa, con taglio frontale eppur già salutati con la coda dell'occhio, già dietro e oramai fatali parapetti o argini, il moto relativo di un treno, di una macchina, interrompe il colloquio nell'istante in cui lo eccita: forme naturali e umane innalzate in ciò che le abbacina e le scheletrisce.
Nei bianchi e neri, forzati e forzanti, in questi controluce di quotidiana ma perturbante ipnosi, c'è qualcosa che dice "ferma", che lascia le cose un istante prima o le riafferra un istante dopo. Ancora: nei bruni e rosa e grigi appena in emergenza sui bianchi, il chiarore della Leggerezza, come in un libertino "bisticcio", strappa qualcosa all'Imperativo, una ragion d'essere, il suo anemico, persistente indugio ai limiti del nulla. Tutto controluce, si; ma fronde, terriccio, l'intera veduta della città, sospesi alla macchia, alla trama, al "capriccio" dell'acrilico e che, proprio perché in contro-luce, sfuggono ad un emulsione totale, al loro "codificato" compimento.
Fermato il tempo, Framba si "prende tempo", si concede la tenerezza di un "velo" di essere, di una stremata, impaciugata ma "salvata" alba pittorica, blandita, sorpresa, nello sfiorato germinare delle cose o nella liquida dimissione delle stesse; nel sussurrato legarsi di forma e carezzata materia. Un "non finito-non iniziato", grazie a cui l'istante è sottratto alla sua fissazione, al giallognolo, virato flash, di un andare senza direzioni.

Studio d'Arte GS - Lendinara – Tel. 3480320637

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